Prove apparenti 1997
Regia: Sidney Lumet
Trama
Dopo essere stato un semplice poliziotto di strada, Sean Casey, studente di legge a tempo perso, riesce ad entrare nell ufficio della Procura Distrettuale di New York. La sua speranza segreta è quella di poter modificare il sistema. Dopo solo otto mesi di lavoro, viene inaspettatamente scelto come pubblico ministero di un caso, nel quale è coinvolto un pericoloso trafficante di droga, che ha ridotto in fin di vita un anziano ufficiale di polizia. Il fatto, poi, che la vittima sia suo padre non fa altro che complicare le cose. L impianto è quello dei film che si facevano una volta : per metà di impianto processuale e per metà accentrato su un indagine tesa a scoprire i risvolti dubbi del dipartimento di polizia di New York, solidamente democratico e solidale, con l America sana unita a difendere i propri valori. Sidney Lumet una volta era uno specialista: da Serpico a Il principe della città a Il verdetto , si destreggiava con sceneggiature accorte e tese e con autentico spirito liberal tra le trappole e gli intrighi del potere, le ambiguità della giustizia, le debolezze umane. Ma proprio da Il verdetto Lumet ha perso molto del suo smalto, e in questo film non riesce a organizzare una sceneggiatura equilibrata (la prima parte risulta sbilanciata rispetto alla successiva) e a rendere credibili caratteri che sembrano soltanto pallidi cliché: da Andy Garcia non abbastanza intenso a Richard Dreyfuss che continua a rifare, immutabilmente, se stesso, a Lena Olin, insignificante e inutile nel ruolo della ricca fidanzata del protagonista.
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