M. D. C. – Maschera di cera 1997
Regia: Sergio Stivaletti
Trama
Durante il Capodanno del 1900 a Parigi, una coppia di amanti viene orribilmente uccisa e mutilata da un misterioso omicida con un braccio di ferro. Al massacro sopravvive una bambina di dieci anni, che diventa così l unica testimone. Passano tredici anni e, a Roma, un giovane di nome Luca muore misteriosamente nel Museo delle Cere dove vengono riprodotti alcuni dei fatti più sconvolgenti della mitologia e della storia. Boris, che è il creatore e il proprietario del Museo, riesce misteriosamente a dare vita alle sue statue. Ci si sono messi in tre per scrivere il soggetto e la sceneggiatura (Dario Argento, Daniele Stroppa, Lucio Fulci, che avrebbe dovuto dirigerlo) di questo film, da uno script di Don Mullay e Carl Erickson, che ha rappresentato la base delle due versioni precedenti(Curtiz nel 33 e De Toth nel 53), entrambe citate con assenza di gusto. Stivaletti saprà anche fare gli effetti speciali, ma si limita a un accozzaglia di situazioni canoniche, copiando a destra e a manca, dal Grand Guignol come dalla Hammer, dal maestro Argento come al gore. Recitazione (a parte Hossein, che sembra sempre in trance) da fotoromanzo, dialoghi ridicoli, finale aperto da strapazzo.
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